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Riviste
Dal gennaio 1953 al dicembre dello stesso anno ha diretto
la rivista “Galleria, arti e lettere” da
lui fondata. La rivista nel 1954 prende il nome di “Questioni”
e prosegue le proprie pubblicazioni fino al 1960 ospitando
i contributi di Abbagnano, Della Volpe, Viano, Squarotti,
Adorno, Bigiaretti, de Libero, Dorfles, Jonesco, Levi,
Mollino, Penna, Sanguineti, Vittoriani, Zolla e molti
altri.
Ecco lo stralcio di un'intervista in
cui Mario Lattes descrive la nascita e la morte delle
riviste da lui promosse (da "Musica e scuola"–
febbraio 1993)
- Lei è stato promotore
della pubblicazione di “Questioni”. Perché
la rivista è nata e perché è morta?
Quale il bilancio?
- Negli anni 50 fra Toti Scialoia, il pittore, e me
era nata l’idea di una rivista di letteratura
e arte. Ne parlammo a Milano con Fortini e con Solmi.
Doveva chiamarsi “Quaderno bianco”, si era
già arrivati al menabò. Poi non si fece
ma l’idea mi rimase.
A Torino ne discutevamo con Bargis, Bigiaretti, Ciaffi,
i Guiducci, Navarro (che aveva scritto un bel libro
su Kafka) e lo scultore Mastroianni.
Così nel 1953 uscì “Galleria”
e aprimmo una galleria d’arte che non aveva scopi
commerciali, ma che voleva accostare al pubblico pittori
dei quali si parlava molto ma che non si erano mai visti
o quasi. La prima mostra fu quella di Alfred Manessier.
Il secondo anno la rivista prese il titolo che tenne,
poi, fino alla fine: “Questioni”. E’
morta nel 1960. Si sono allentate le relazioni, c’erano
difficoltà di distribuzione e di gestione. E’
durata 8 anni e ha avuto molti collaboratori: Abbagnano,
Libero de Libero, Paci, Sanguineti, Galvano, Dorfles,
Morteo, Fonzi, Del Boca, primo Levi, Gorlier, Zolla
eccetera.
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